lunedì 8 maggio 2017

STREPITOSO MARCO TRAVAGLIO: “Renzi è come la macchinetta sparapalle dei tennisti, bisogna fermarlo!”



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STREPITOSO MARCO TRAVAGLIO OSPITE A “DI MARTEDì”: “Renzi è come la macchinetta sparapalle dei tennisti, bisogna fermarlo!”

“Renzi ha bisogno di far credere che questa riforma interessa anche ad altri e non solo a lui. Quindi certificata la totale inefficacia della Boschi, mandata in Sudamerica nella speranza che non trovi il biglietto di ritorno, cerca di schierare altri ministri”. Così il direttore de Il Fatto quotidiano Marco Travaglio risponde a Giovanni Floris aDiMartedì (su La7) sulla presenza dei ministri in televisione a sostegno del referendum costituzionale. “Più o meno – prosegue Travaglio – è la solita televendita delle pentole. Renzi alterna il modella Wanna Marchi a quello del mago Do Nascimiento, ma sempre un sacco di balle racconta nella speranza che nessuna capisca la riforma. Renzi è come la macchinetta sparapalle con cui si allenano i tennisti, bisogna fermarlo. Si sta preoccupando – continua – dei voti di destra, senza averne preso mai uno e rischiando di perdere altri voti a sinistra oltre a quelli che ha già perso”. Su Giorgio Napolitano dice: “Si dedica agli incerti senza dire che non è una buona riforma. Basta aprire una pagina a caso per capire che è un monumento equestre al super-ego del premier. E’ come la piramide di Cheope, infatti è scritta in antico egizio”. Poi sul voto all’estero aggiunge: “Come cercano di acchiappare i voti al Sud con la favola del ponte sullo Stretto che, secondo me non si farà mai, così come il Tav. Ma bisogna tenere aperti i cantieri per finanziare le clientele che al momento del voto votano e faranno votare. Dopo il 4 dicembre non sentiremo mai più parlare del ponte sullo Stretto, lo sanno tutti che è un incantesimo”




fonte : http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/10/05/referendum-travaglio-renzi-come-la-macchinetta-sparapalle-dei-tennisti-bisogna-fermarlo/564543/

Breve video per farci 4 risate - la Meloni all’albergatore: “È una vergogna che a lei diano 37 euro a migrante per alloggiarli in albergo!” E l’albergatore la gela: “Si… è vero. QUANDO ERAVATE VOI AL GOVERNO ME NE DAVATE 50...!”




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Breve video per farci 4 risate - la Meloni all’albergatore: “È una vergogna che a lei diano 37 euro a migrante per alloggiarli in albergo!” E l’albergatore la gela: “Si… è vero. QUANDO ERAVATE VOI AL GOVERNO ME NE DAVATE 50...!”


COLOSSALE FIGURA DI M.... DELLA MELONI – All’albergatore: “E’ una vergogna che a lei diano 37 euro a migrante per alloggiarli in albergo!” E l’albergatore le risponde: “Si… è vero. QUANDO ERAVATE VOI AL GOVERNO ME NE DAVATE 50!” 
Dopo una figura di m.... così, uno dovrebbe solo sparire per sempre.
Ma ormai siamo abituati alle facce di bronzo dei nostri politici.
C’è bisogno di dire altro?








domenica 7 maggio 2017

Andrea Camilleri: “In Italia il potere è in mano agli ignoranti”




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Andrea Camilleri: “In Italia il potere è in mano agli ignoranti”

Nel video sotto, Andrea Camilleri, scrittore, sceneggiatore e regista italiano, ci spiega con parole comprensibii a tutti perchè in Italia il potere è in mano agli analfabeti.
Secondo Camilleri, infatti, sulla base di uno studio molto serio di due anni fa, in Italia ci sono due milioni di analfabeti totali, tredici milioni di semi-analfabeti, cioè gente che sa fare la propria firma ma non capisce ciò che legge, ed altri tredici milioni di analfabeti di riporto ossia quelli che hanno perso l’uso della scrittura e della lettura.
Se facciamo la somma ne deduciamo che metà degli italiani sono analfabeti. Ora la domanda sorge spontanea: queste persone quando si recano a votare su che cosa hanno basato le loro convinzioni? Su quanto hanno visto in televisione.

Ecco il video:



sabato 6 maggio 2017

Se non paghi un debito ti pignorano il quinto dello stipendio. Per i politici non è possibile! E questi continuano a fare i porci comodi loro e si offendono pure quando li chiamiamo Casta...!!!




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Se non paghi un debito ti pignorano il quinto dello stipendio. Per i politici non è possibile! E questi continuano a fare i porci comodi loro e si offendono pure quando li chiamiamo Casta...!!!

Una delle tante vergogne della nostra classe politica
ce ne parla la Gabanelli




giovedì 4 maggio 2017

Già grazie a Renzi, Boschi, Poletti & C. il Pd ti sta sulle palle... e poi scopri che buttato speso 4mila euro di soldi nostri per capire se può dire “sindaca” o "assessora" e allora...




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Già grazie a Renzi, Boschi, Poletti & C. il Pd ti sta sulle palle... e poi scopri che buttato speso 4mila euro di soldi nostri per capire se può dire “sindaca” o "assessora" e allora...


Ben quattrimila euro per parlottare del più o del meno, per capire se è chic dire sindaca, se è più appropriato il temine “assessora” oppure è meglio lasciare i termini al maschile come usa fare chi non ha avuto l’onore di essere folgorato sulla via dei femminismi vari.
Il tutto, ovviamente, a spese dei contribuenti.
“A Bologna il Comune, saldamente guidato dal Pd targato Virginio Merola, ha ben pensato di indire due incontri di Commissione per discutere se è meglio riferirsi alle cariche amministrative, come “sindaco”, “consigliere” o “assessore”, utilizzando indistintamente il termine maschile.
Oppure se è necessario raccogliere il monito di Laura Boldrini e Maria Elena Boschi sull’utilizzo di (inesistenti) definizioni femminili che tanto male fanno alla lingua italiana.
Per carità, libero il Partito Democratico di confrontarsi sul “sesso degli angeli”. Forse sarebbe meglio se s’impegnasse a risolvere i problemi di una città troppo spesso vittima di delinquenza, degrado, spaccio di droga e schiava delle azioni dei centri sociali. Ma tant’è: vogliono dibattere sul gender, lo facciano pure.
Il problema è che convocando appositamente due riunioni di Commissione, il Comune rosso ha prelavato 4mila euro dalle casse pubbliche.
Ovvero dalle tasche dei cittadini. Per la precisione, 2mila euro per ogni singola convocazione.
Una follia. Anche perché “sono confronti fondati sul nulla”, attacca Marco Lisei, il consigliere di Forza Italia che ha reso pubblica l’ingente spesa pubblica. “I due incontri – spiega – non porteranno a nulla, visto che non sono fondate su delibere o atti amministrativi, ma si sono limitate alla mera discussione”.
E infatti nessuna decisione è stata presa. Alla faccia del risparmio.
“Spendere così 2mila euro – aggiunge Lisei – è uno schiaffo ai tanti cittadini in fila ai centri sociali o senza un lavoro”. Poi conclude: “Non è questione di importanza del tema, ma della scelta degli strumenti per porlo alla collettività.
Potevano organizzare un convegno, ma usare due volte i soldi pubblici, con tutto il rispetto per il Pd, mi sembra una scelta davvero immorale”.
A quanto pare, non sono bastate neppure le parole di Giorgio Napolitano, che definì “abominevole” il temine “sindaca”, a far desistere il Partito Democratico. Che continua a parlarne. A spese dei contribuenti.

mercoledì 3 maggio 2017

L’antropologa Amalia Signorelli: I politici di oggi? Sono degli ignoranti, delle capre che fanno spavento, a partire da Renzi – Sentitela, è FANTASTICA, perchè non la facciamo Presidente della Repubblica?



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L’antropologa Amalia Signorelli: I politici di oggi? Sono degli ignoranti, delle capre che fanno spavento, a partire da Renzi – Sentitela, è FANTASTICA, perchè non la facciamo Presidente della Repubblica?



martedì 2 maggio 2017

Arrestati Sindaco e Assessore di Terni, (Pd, ovviamente) truccavano appalti... Vabbe' ma ora guardate questi video, come la mettiamo con chi trucca le Primarie?




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Arrestati Sindaco e Assessore di Terni, (Pd, ovviamente) truccavano appalti... Vabbe' ma ora guardate questi video, come la mettiamo con chi trucca le Primarie?

Ormai non è più una notizia. Arrestati altri due del Pd.

Truccavano appalti... Giusto che vengano arrestati...

Ma come la mettiamo con quelli che truccano le primarie?

Guardate questi video presi da FANPAGE


Come abbiamo votato quattro volte in un'ora alle primarie del PD

L'ombra dei brogli sulle primarie del Partito Democratico a Napoli, infatti proprio nella città delle "monetine fuori ai seggi" e nonostante i controlli rafforzati voluti dal Nazzareno, Fanpage.it è riuscita a votare quattro volte in un'ora. Il regolamento parla chiaro: possono votare soltanto i cittadini maggiori di sedici anni, residenti nell'area di competenza del proprio seggio elettorale. Ma i controlli sono facilmente eludibili.


di Carmine Benincasa, Gaia Bozza, Antonio Musella, Peppe Pace e Alessio Viscardi






Primarie Pd, migranti prelevati da centro accoglienza e portati ai seggi: "C'hanno detto di votare Renzi"


Immigrati prelevati dai centri d'accoglienza e portati a votare per le primarie del Pd. C’è questo in un video esclusivo realizzato da Fanpage.it ad Ercolano. Nel filmato la testimonianza di un giovane immigrato - ospite di un centro di accoglienza del comune in provincia di Napoli - che racconta di essere stato prelevato ed accompagnato in uno dei seggi allestiti dal partito in città.

“Ci sono venuti a prendere con l’auto del centro di accoglienza e ci hanno portato a votare - racconta il giovane ai microfoni di Fanpage.it - poi ci hanno detto di votare per la terza persona sulla scheda. Io l’ho fatto perché speravo di poter ottenere aiuto per i miei documenti per rimanere in Italia"







Come ho votato 5 volte in un'ora alle primarie di Milano


Noi di Fanpage.it siamo andati nei seggi delle primarie di Milano per vedere quanto scarsi fossero i controlli. In meno di un'ora siamo riusciti a votare ben 5 volte in 5 seggi diversi. Solo in un caso ci hanno risposto che non essendo residenti in quell'area non potevamo votare, esattamente come previsto dal regolamento. Un regolamento che ovviamente vieta categoricamente di votare più di una volta e di votare fuori dal proprio seggio di residenza. 

Il meccanismo per votare alle primarie è molto semplice: si va sul sito, si inserisce il proprio indirizzo di residenza e si controlla in quale seggio bisogna recarsi per votare. Qui gli scrutatori controllano in un apposito elenco fornito dal Comune la corrispondenza del nominativo con la residenza e il seggio. E come recita il regolamento i votanti devono "TASSATIVAMENTE" esibire al seggio un documento che indichi chiaramente l’indirizzo di residenza. Ma nei fatti basta dichiarare a voce di risiedere in una via limitrofe a quella del seggio per essere ammessi alla votazione, pur non risultando in elenco. È così che in meno di 60 minuti, ho votato 5 volte, ovviamente lasciando sempre scheda bianca.