domenica 14 maggio 2017

Umberto Rapetto intervistato da Oliviero Beha - "Io castigato per aver fatto il mio dovere. Ho visto lo stato che si rifiutato di incassare quanto gli spettava" E parliamo di 98 miliardi "NOSTRI"...!!



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Umberto Rapetto intervistato da Oliviero Beha - "Io castigato per aver fatto il mio dovere. Ho visto lo stato che si rifiutato di incassare quanto gli spettava" E parliamo di 98 miliardi "NOSTRI"...!!

il colonnello umberto rapetto è l'uomo che ha scoperto una gigantesca truffa ai danni dello stato da parte dei gestori delle slot-machines ma la classe politica, con esclusione di grillo come fa intendere rapetto, non ha minimamente preso in considerazione l'eventualità di recupero di questa enorme somma di denaro. il motivo? l'affare è nelle mani della criminalità organizzata con ampie e larghe compiacenze nel mondo politico. il colonnello rapetto c'ha rimesso il posto (fu rimosso) in premio alla sua dedizione ed onestà ed è stato parcheggiato in altro loco sia pur con la promozione di generale (in pensione) ma lontano dal suo lavoro. magra consolazione.
da notare le risposte di un imbarazzatissino piero grasso sulle rimostranze di rapetto.

venerdì 12 maggio 2017

Franco Bechis dimostra che non esiste nessuna emergenza rifiuti a Roma. Gira 4 ore per tutta la città. Solo 4-5 cassonetti sono strabordanti. UN'ALTRA MENZOGNA DI RENZI E DEI SUOI COMPLICI...!!



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Franco Bechis dimostra che non esiste nessuna emergenza rifiuti a Roma. Gira 4 ore per tutta la città. Solo 4-5 cassonetti sono strabordanti. UN'ALTRA MENZOGNA DI RENZI E DEI SUOI COMPLICI...!!


Franco Bechis, l'Imbeccata dimostra che non esiste nessuna emergenza rifiuti a Roma girando 4 ore per tutta la città. 
Solo 4-5 cassonetti su tutta Roma sono strabordanti.
Ennesima balla fakenews di Matteo Renzi alimentata dai mass media.
Renzi ascolta il consiglio di Bechis alla fine del video:
vai ad Amatrice e nelle zone terremotate con i giovani volontari, posti dimenticati e abbandonati dalle vostre promesse!
Emergenza rifiuti a Roma? Una fake news di Renzi. Nel video la verità sui cassonetti della capitale. In 4 ore e 282 km percorsi trovati solo 5 che traboccano di spazzatura






Bechis: “Emergenza rifiuti a Roma? Una fake news di Renzi”



A Roma c’è un’emergenza rifiuti? No, è un’altra fake news di Matteo Renzi rilanciata dai fake media di regime.
Il vicedirettore di Libero Franco Bechis ieri mattina alle 11.40 ha iniziato lo “Spazzatour” per mostrare agli utenti che quella dei rifiuti è un’emergenza inventata.
Nel video che potete vedere sotto Bechis gira per la capitale: il giornalista ha ispezionato cassonetti dell’immondizia in diverse zone della città per ben 4 ore, percorrendo decine di km e trovandone solo 5 che traboccavano di spazzatura.
Matteo Renzi ha detto che Roma è invasa dai rifiuti per l’incapacità dell’amministrazione comunale. Per questo insieme ai piddini romani domenica ripulirà la città. Peccato, spiega Bechis, che non ci sia nulla da ripulire.
I criminali dell’informazione vorrebbero farci credere che la giunta 5 Stelle che amministra la città non sia in grado di risolvere la situazione, ma è tutta una montatura. L’ennesima trappola mediatica per ingannare i cittadini che l’11 giugno voteranno alle elezioni comunali.
“Quando passammo di qui all’epoca di Ignazio Marino trovammo uno sfacelo che documentammo con filmati e fotografie” racconta Bechis. “Non c’è una emergenza come quella che si vide a Napoli anni fa o a Roma poco prima del Giubileo. Le stesse vie, dunque, erano piene di rifiuti, e oggi sono perfettamente pulite”.

lunedì 8 maggio 2017

STREPITOSO MARCO TRAVAGLIO: “Renzi è come la macchinetta sparapalle dei tennisti, bisogna fermarlo!”



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STREPITOSO MARCO TRAVAGLIO OSPITE A “DI MARTEDì”: “Renzi è come la macchinetta sparapalle dei tennisti, bisogna fermarlo!”

“Renzi ha bisogno di far credere che questa riforma interessa anche ad altri e non solo a lui. Quindi certificata la totale inefficacia della Boschi, mandata in Sudamerica nella speranza che non trovi il biglietto di ritorno, cerca di schierare altri ministri”. Così il direttore de Il Fatto quotidiano Marco Travaglio risponde a Giovanni Floris aDiMartedì (su La7) sulla presenza dei ministri in televisione a sostegno del referendum costituzionale. “Più o meno – prosegue Travaglio – è la solita televendita delle pentole. Renzi alterna il modella Wanna Marchi a quello del mago Do Nascimiento, ma sempre un sacco di balle racconta nella speranza che nessuna capisca la riforma. Renzi è come la macchinetta sparapalle con cui si allenano i tennisti, bisogna fermarlo. Si sta preoccupando – continua – dei voti di destra, senza averne preso mai uno e rischiando di perdere altri voti a sinistra oltre a quelli che ha già perso”. Su Giorgio Napolitano dice: “Si dedica agli incerti senza dire che non è una buona riforma. Basta aprire una pagina a caso per capire che è un monumento equestre al super-ego del premier. E’ come la piramide di Cheope, infatti è scritta in antico egizio”. Poi sul voto all’estero aggiunge: “Come cercano di acchiappare i voti al Sud con la favola del ponte sullo Stretto che, secondo me non si farà mai, così come il Tav. Ma bisogna tenere aperti i cantieri per finanziare le clientele che al momento del voto votano e faranno votare. Dopo il 4 dicembre non sentiremo mai più parlare del ponte sullo Stretto, lo sanno tutti che è un incantesimo”




fonte : http://tv.ilfattoquotidiano.it/2016/10/05/referendum-travaglio-renzi-come-la-macchinetta-sparapalle-dei-tennisti-bisogna-fermarlo/564543/

Breve video per farci 4 risate - la Meloni all’albergatore: “È una vergogna che a lei diano 37 euro a migrante per alloggiarli in albergo!” E l’albergatore la gela: “Si… è vero. QUANDO ERAVATE VOI AL GOVERNO ME NE DAVATE 50...!”




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Breve video per farci 4 risate - la Meloni all’albergatore: “È una vergogna che a lei diano 37 euro a migrante per alloggiarli in albergo!” E l’albergatore la gela: “Si… è vero. QUANDO ERAVATE VOI AL GOVERNO ME NE DAVATE 50...!”


COLOSSALE FIGURA DI M.... DELLA MELONI – All’albergatore: “E’ una vergogna che a lei diano 37 euro a migrante per alloggiarli in albergo!” E l’albergatore le risponde: “Si… è vero. QUANDO ERAVATE VOI AL GOVERNO ME NE DAVATE 50!” 
Dopo una figura di m.... così, uno dovrebbe solo sparire per sempre.
Ma ormai siamo abituati alle facce di bronzo dei nostri politici.
C’è bisogno di dire altro?








domenica 7 maggio 2017

Andrea Camilleri: “In Italia il potere è in mano agli ignoranti”




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Andrea Camilleri: “In Italia il potere è in mano agli ignoranti”

Nel video sotto, Andrea Camilleri, scrittore, sceneggiatore e regista italiano, ci spiega con parole comprensibii a tutti perchè in Italia il potere è in mano agli analfabeti.
Secondo Camilleri, infatti, sulla base di uno studio molto serio di due anni fa, in Italia ci sono due milioni di analfabeti totali, tredici milioni di semi-analfabeti, cioè gente che sa fare la propria firma ma non capisce ciò che legge, ed altri tredici milioni di analfabeti di riporto ossia quelli che hanno perso l’uso della scrittura e della lettura.
Se facciamo la somma ne deduciamo che metà degli italiani sono analfabeti. Ora la domanda sorge spontanea: queste persone quando si recano a votare su che cosa hanno basato le loro convinzioni? Su quanto hanno visto in televisione.

Ecco il video:



sabato 6 maggio 2017

Se non paghi un debito ti pignorano il quinto dello stipendio. Per i politici non è possibile! E questi continuano a fare i porci comodi loro e si offendono pure quando li chiamiamo Casta...!!!




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Se non paghi un debito ti pignorano il quinto dello stipendio. Per i politici non è possibile! E questi continuano a fare i porci comodi loro e si offendono pure quando li chiamiamo Casta...!!!

Una delle tante vergogne della nostra classe politica
ce ne parla la Gabanelli




giovedì 4 maggio 2017

Già grazie a Renzi, Boschi, Poletti & C. il Pd ti sta sulle palle... e poi scopri che buttato speso 4mila euro di soldi nostri per capire se può dire “sindaca” o "assessora" e allora...




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Già grazie a Renzi, Boschi, Poletti & C. il Pd ti sta sulle palle... e poi scopri che buttato speso 4mila euro di soldi nostri per capire se può dire “sindaca” o "assessora" e allora...


Ben quattrimila euro per parlottare del più o del meno, per capire se è chic dire sindaca, se è più appropriato il temine “assessora” oppure è meglio lasciare i termini al maschile come usa fare chi non ha avuto l’onore di essere folgorato sulla via dei femminismi vari.
Il tutto, ovviamente, a spese dei contribuenti.
“A Bologna il Comune, saldamente guidato dal Pd targato Virginio Merola, ha ben pensato di indire due incontri di Commissione per discutere se è meglio riferirsi alle cariche amministrative, come “sindaco”, “consigliere” o “assessore”, utilizzando indistintamente il termine maschile.
Oppure se è necessario raccogliere il monito di Laura Boldrini e Maria Elena Boschi sull’utilizzo di (inesistenti) definizioni femminili che tanto male fanno alla lingua italiana.
Per carità, libero il Partito Democratico di confrontarsi sul “sesso degli angeli”. Forse sarebbe meglio se s’impegnasse a risolvere i problemi di una città troppo spesso vittima di delinquenza, degrado, spaccio di droga e schiava delle azioni dei centri sociali. Ma tant’è: vogliono dibattere sul gender, lo facciano pure.
Il problema è che convocando appositamente due riunioni di Commissione, il Comune rosso ha prelavato 4mila euro dalle casse pubbliche.
Ovvero dalle tasche dei cittadini. Per la precisione, 2mila euro per ogni singola convocazione.
Una follia. Anche perché “sono confronti fondati sul nulla”, attacca Marco Lisei, il consigliere di Forza Italia che ha reso pubblica l’ingente spesa pubblica. “I due incontri – spiega – non porteranno a nulla, visto che non sono fondate su delibere o atti amministrativi, ma si sono limitate alla mera discussione”.
E infatti nessuna decisione è stata presa. Alla faccia del risparmio.
“Spendere così 2mila euro – aggiunge Lisei – è uno schiaffo ai tanti cittadini in fila ai centri sociali o senza un lavoro”. Poi conclude: “Non è questione di importanza del tema, ma della scelta degli strumenti per porlo alla collettività.
Potevano organizzare un convegno, ma usare due volte i soldi pubblici, con tutto il rispetto per il Pd, mi sembra una scelta davvero immorale”.
A quanto pare, non sono bastate neppure le parole di Giorgio Napolitano, che definì “abominevole” il temine “sindaca”, a far desistere il Partito Democratico. Che continua a parlarne. A spese dei contribuenti.