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mercoledì 24 maggio 2017

In una delle sue ultime interviste Borsellino ci parla di Berlusconi e Forza Italia. AGGHIACCIANTE. E con questa gente Renzi ci vuole fare un governo!



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In una delle sue ultime interviste Borsellino ci parla di Berlusconi e Forza Italia. AGGHIACCIANTE. E con questa gente Renzi ci vuole fare un governo!

Fate vedere questo video a chi ancora non sa!

E ricordate che Renzi con questa gente sta trattando per fare un governo. Tutto pure i mafiosi, ma non i %stelle al governo!



Scrive Claudio Cominardi su Facebook

Mi vengono i brividi a pensare che il PD sta cercando di scrivere la legge elettorale insieme a Forza Italia, un partito che - come è stato ampiamente documentato - nacque con l’importante contributo della malavita organizzata, in primis dell'ex senatore Marcello Dell’Utri, già condannato per concorso esterno in associazione mafiosa.
Proprio oggi si commemorano i venticinque anni dalla strage di Capaci. Così mi vengono in mente le parole con cui Paolo Borsellino, in un’intervista più unica che rara, parlò di uomini vicinissimi a Silvio Berlusconi: di Vittorio Mangano, per esempio, lo stalliere di Arcore definito “uomo d’onore appartenente a Cosa Nostra” e testa di ponte tra Milano e le famiglie mafiose siciliane.
Penso a quelle parole e, immediatamente, alle accuse che Berlusconi, salito alla Presidenza del Consiglio, abbracciando Dell’Utri, rivolse ai magistrati infami, indegni, malati e “da recuperare”.
Ebbene, io credo che l’unica cosa da recuperare sia la memoria storica. La consapevolezza che solo uomini cinici e spudorati possono fare accordi con soggetti e partiti privi di credibilità. Non scendere a compromessi si chiama “dignità”: spero che giornate come queste e il video che vi ripropongo ci aiutino a rendercene sempre conto.


giovedì 16 marzo 2017

Minzolini è un condannato e non può stare in Parlamento. Ma prima lo salvano, poi un lungo applauso, poi si congratulano, poi ci prendono per i fondelli (Ghedini: "Bene. Sono molto soddisfatto, è stata fatta giustizia") ...MA A VOI PROPRIO NON FA SCHIFO ESSERE GOVERNATI DA GENTE DEL GENERE?





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Minzolini è un condannato e non può stare in Parlamento. Ma prima lo salvano, poi un lungo applauso, poi si congratulano, poi ci prendono per i fondelli (Ghedini: "Bene. Sono molto soddisfatto, è stata fatta giustizia") ...MA A VOI PROPRIO NON FA SCHIFO ESSERE GOVERNATI DA GENTE DEL GENERE?



Un lungo applauso per il salvataggio di un delinquente che potrà restare al senato alla faccia ed a spese Nostre!

Grandi festeggiamenti... 

Ghedini è il primo ad uscire dall'Aula. "Bene. Sono molto soddisfatto, è stata fatta giustizia", dice l'avvocato di Berlusconi che poi si attacca al telefono e chiama direttamente Arcore. "Presidente ce l'abbiamo fatta...". L'ex premier, che fu estromesso proprio da palazzo Madama, è raggiante: "Una bellissima notizia, è un giorno nuovo", commenta il Cavaliere anche con altri senatori che lo raggiungono al telefono.

...MA A VOI PROPRIO NON FA SCHIFO ESSERE GOVERNATI DA GENTE DEL GENERE?

Pensateci quando sarete nel seggio elettorale!

by Eles



mercoledì 15 marzo 2017

SENZA PROPRIO UN BRICIOLO DI VERGOGNA - Lotti, il Senato dice no alla sfiducia.





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SENZA PROPRIO UN BRICIOLO DI VERGOGNA - Lotti, il Senato dice no alla sfiducia.

Lotti, il Senato dice no alla sfiducia


L'Aula del Senato boccia la mozione di sfiducia presentata dal M5S contro il ministro dello Sport Luca Lotti coinvolto nell'inchiesta Consip. I no alla mozione sono stati 161, i sì 52 e due gli astenuti: Luis Alberto Orellana (Aut) e Lorenzo Battista (Aut). Presenti 219, votanti 215. Hanno votato no anche i senatori di Ala e i tre esponenti tosiani di «Fare!». 

Senza Vergogna!

venerdì 10 marzo 2017

Lancinante grida di dolore degli arrestati del PD "non potete toglierci il vitalizio"

Lancinante grida di dolore degli arrestati del PD "non potete toglierci il vitalizio"




Lancinante grida di dolore degli arrestati del PD "non potete toglierci il vitalizio"


Lancinante grida di dolore degli arrestati del PD: «Non potete toglierci il vitalizio!», «Se dovesse passare la proposta grillina scoperchieremo il sistema facendo i nomi di tutti quanti uno ad uno», seguono le minacce!
E’ una provocazione dei cinquestelle, ma in fondo quanta verità….
suvvia, mandiamoli affanculo !!

NB.
Su uno dei siti che vanno a caccia di bufale è apparso questo nostro articolo sottolineando come Repubblica non abbia mai fatto un titolo come quello dell’immagine pubblicata.
Noi pensavamo che era chiaro si trattasse di un fotomontaggio. Voleva essere solo una provocazione…
Comunque pare che siamo proprio bravi.

giovedì 9 marzo 2017




Caso Consip, l’intercettazione: “Mi hanno telefonato da PALAZZO CHIGI”


Da Il Fatto Quotidiano

Marroni chiamato per “l’appalto delle coop”. E disse: “Questa cosa l’affidiamo all’avv. Bianchi”


Alla fine del suo interrogatorio con i pm di Napoli l’amministratore delegato di Consip Luigi Marroni si è sentito porre una domanda e ha risposto così: “Mi chiedete se mi siano state rivolte sollecitazioni da parte di esponenti politici a favorire nell’aggiudicazione degli appalti le Cooperative; vi dico che non ricordo sollecitazioni specifiche in tal senso”. Nelle conversazioni intercettate dalle microspie nascoste negli uffici della Consip a novembre si sente dire a Marroni qualcosa di meno netto in tal senso.
A quanto risulta al Fatto, il senso dei colloqui registrati e trascritti nelle informative del Noe dei carabinieri sarebbe questo. Il presidente della Consip Luigi Ferrara chiede: “Cosa dobbiamo fare con le cooperative sanzionate dall’Autorità garante del mercato per avere fatto un cartello nella gara delle scuole belle? Tu hai fatto una nota in cui mi pare che sostieni di escluderle non solo da quella convenzione con Consip siglata a seguito della gara delle scuole belle ma anche da quelle altre che sono successive…”. L’ad Marroni risponde: “No le cose sono cambiate. C’è stata un’evoluzione”. Poi aggiunge: “M’ha chiamato Palazzo Chigi”. Marroni non specifica il nome di chi lo abbia sollecitato sul punto. A Palazzo Chigi in quel periodo ci sono Matteo Renzi Luca Lotti, ma per Palazzo Chigi si potrebbe intendere anche qualche funzionario. Anche Luigi Ferrara dice: “Pure a me m’hanno chiamato, ma al di là di chi mi ha chiamato qui c’è una questione…”.
Ferrara spiega al Fatto: “Non ricordo questa frase ma probabilmente si parlava del tavolo tecnico che esiste alla Presidenza per valutare i problemi di queste gare”.
Il prosieguo del discorso induce, però, a pensare che Marroni si riferisse a soggetti di livello più alto. Non a burocrati qualsiasi. Marroni, mentre parla delle società sanzionate per la gara delle scuole belle, in testa le coop Cns e Manutencoop, spiega a Luigi Ferrara che “questa cosa l’ho affidata all’avvocato Alberto Bianchi e gli ho detto che lui deve seguirla con un collegio da fare”. Poi Marroni spiega chiaramente perché tra tanti avvocati abbia scelto proprio il presidente della Fondazione Open di Matteo Renzi: “Io gli dico: io faccio così perché così sentite anche Alberto Bianchi che è vostro amico!”. Poi spiega a Ferrara: “È stato fatto apposta! Non so se sei d’accordo… se condividiamo la scelta con Bianchi lui è amico di Palazzo Chigi e gliela spiega lui”.
In pratica Marroni, nominato grazie a Matteo Renzi nel giugno 2015, nonché amico del babbo Tiziano Renzi e del boy scout Filippo Vannoni(presidente della toscana Publiacqua), sceglie per seguire la pratica più delicata proprio l’avvocato presidente della Fondazione Open, quella che trova i fondi necessari a Renzi per fare politica. La Fondazione Open non risulta aver percepito fondi da Cns e Manutencoop che contribuivano in passato alle campagne elettorali di Pier Luigi Bersani. Bianchi è uno dei legali della Consip da quattro anni. Prima con l’amministratore Domenico Casalino e poi con Luigi Marroni, ha incassato 290mila euro più Iva. La prima decisione del Tar su un ricorso presentato da Bianchi come legale Consip, secondo il sito della giustizia amministrativa, risale a ottobre 2013. Il presidente di Consip Ferrara, pur avendo solo 47 anni conosce i modi felpati di quel mondo e quando Marroni dice che ha messo Bianchi perché così gliela spiega ai suoi amici di Palazzo Chigi, glissa e ripone il tema dell’esclusione sul piano tecnico. La questione è ancora sul tavolo. La Consip, come sempre più spesso le accade di fare a causa della situazione imbarazzante in cui si trova per l’inchiesta, ha deciso di non decidere. Per ora almeno.
La questione è di fondamentale importanza per il mondo delle cooperative che un tempo venivano definite rosse per la loro vicinanza al Pci. Due colossi del mondo dei servizi e delle pulizie e facility management, entrambi aderenti alla Legacoop, cioé il Consorzio nazionale servizi e la Manutencoop facility management, sono stati sanzionati nel dicembre del 2015 dall’Agcm, cioé Autorità garante della concorrenza e del mercato, perché hanno costituito un cartello anticoncorrenziale insieme ad altre due società per potersi aggiudicare i lotti di una gara importante, quella cosiddetta delle belle scuole voluta da Matteo Renzi. Una torta enorme di un miliardo e 630 milioni. La società appaltante era la solita Consip e il cartello sanzionato per le scuole rischia ora di vedersi escluso da altre gare, compresa quella di cui oggi tutti parlano, la gara per le pulizie e le manutenzioni degli edifici pubblici da 2,7 miliardi di euro, Fm4, finita nel mirino dei magistrati. La convenzione tra Consip e le coop prevede questa possibilità di esclusione dalle gare successive ma non stabilisce un automatismo.
Le sanzioni contro le due grandi cooperative, a novembre, quando Ferrara e Marroni parlavano, erano state confermate dal Tar che le aveva solo ridotto dai 56 milioni per Cns e dai 48 milioni di euro iniziali a meno di un terzo. Ferrara e Marroni in quella fase decidono di aspettare la decisione di appello del Consiglio di Stato, che poi ha confermato la sentenza di primo grado a fine febbraio. Tra le questioni discusse quel giorno c’era la fideiussione: “Si può andare da zero a sei milioni” diceva Marroni preoccupato di questa discrezionalità. Il problema rischia di avere riflessi immediati su un’altra gara di Consip che tutti ormai conoscono, la Fm4 da 2,7 miliardi. Manutencoop risulta prima in quattro lotti della gara per complessivi 532 milioni di euro. La sua esclusione potrebbe portare poi ad altre simili decisioni di altre stazioni appaltanti. Anche Cns, che poi non ha confermato l’offerta per Fm4, rischia di essere esclusa da altre gare. Un colpo durissimo per società che danno lavoro a migliaia di persone.
L’avvocato Bianchi spiega: “Il collegio dei legali è in via di definizione. E sulle altre gare della Consip su mio suggerimento è stato chiesto un parere all’Anac”. Chissà se chiedranno un parere anche a Palazzo Chigi.

mercoledì 8 marzo 2017

Ecco come i governi utilizzano gli automobilisti come sportelli bancomat







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Ecco come i governi utilizzano gli automobilisti come sportelli bancomat 

Carburanti: in cinque anni accise cresciute del 46%
Contraria all'eventuale aumento delle accise sui carburanti ipotizzato in queste ore dal Governo, anche la CGIA


“Gli automobilisti italiani sono senza dubbio la categoria più tartassata d’Europa – denuncia il presidente del Codacons Carlo Rienzi – Negli ultimi anni i governi di ogni colore politico hanno fatto un uso intensivo delle accise sui carburanti per reperire risorse, tasse di scopo che vengono adottate per risolvere emergenze del momento, ma che non vengono più soppresse, continuando a pesare per sempre sulle tasche degli italiani”.

E che gli automobilisti siano utilizzati come veri e propri “sportelli bancomat” lo dimostrano i numeri: tra il 2011 e il 2016 le accise sulla benzina sono aumentate complessivamente del +29% - spiega il l'associazione dei consumatori - mentre quelle sul gasolio sono rincarate addirittura del +46% (percentuali che salgono rispettivamente al +31% e + 48% se si considera l’aumento dell’aliquota Iva dal 20 al 22%).

Negli ultimi 5 anni, infatti, i governi hanno fatto ricorso all'aumento delle accise per finanziare il Fondo unico dello spettacolo, l’emergenza in Libia, l’alluvione in Liguria, il terremoto in Romagna, e ben 3 volte per correggere i conti pubblici.

“Per tale motivo annunciamo già da oggi battaglia contro l’ennesimo ricorso alle tasse sui carburanti previsto nella lettera inviata ieri dal Ministero dell’economia all'UE – afferma il presidente Carlo Rienzi – e siamo pronti ad impugnare qualsiasi provvedimento del Governo in tal senso”.

Contraria all'eventuale aumento delle accise sui carburanti ipotizzato in queste ore dal Governo, anche la CGIA, ricordando che ogni qual volta ci rechiamo presso un’ area di servizio versiamo al fisco 0,728 euro ogni litro di benzina e 0,617 euro ogni litro di gasolio. 

Il risultato di questi ritocchi all'insù ha contribuito a far salire alle stelle il prezzo alla pompa dei carburanti. Nell'ultima rilevazione del 23 gennaio scorso, il prezzo al litro del gasolio per autotrazione ha toccato in Italia 1,397 euro (con un’incidenza della tassazione del 62,2 per cento): tutti gli altri Paesi dell’Area euro presentano dei prezzi nettamente inferiori ai nostri. Rispetto ai principali paesi Ue e di quelli che confinano con noi, il pieno di gasolio costa agli italiani il 10,6 per cento in più rispetto dei francesi, il +17,4 per cento degli sloveni, il +17,5 per cento dei tedeschi, il +24,2 per cento degli austriaci e il +24,3 per cento degli spagnoli. 

Per quanto riguarda la benzina, invece, il prezzo medio al litro è di 1,545 euro (con un’incidenza della tassazione del 65,2 per cento): solo i Paesi bassi (1,571 euro al litro) e la Grecia (1,548 euro al litro) registrano un prezzo alla pompa superiore al nostro. Nei confronti dei principali paesi Ue e di quelli che confinano con noi, il costo del pieno di benzina fatto in Italia è superiore del 9,4 per cento di quello francese, il +10,9 di quello tedesco, il +18,8 per cento di quello sloveno , il +24,4 per cento di quello spagnolo e il +29,9 per cento di quello austriaco. 

“Ricordiamo che l’aumento delle accise – commenta il coordinatore dell’Ufficio studi della CGIA Paolo Zabeo – innescherebbe il meccanismo delle tasse sulle tasse. Ritoccandole all'insù, infatti, le accise andrebbero ad aumentare la base imponibile su cui si applica l’Iva. Per le casse dello Stato si tradurrebbe in un doppio vantaggio che, però, penalizzerebbe oltremodo gli automobilisti e gli operatori economici che usano i mezzi di trasporto per lavoro, come i trasportatori, i taxisti, i noleggiatori con conducente, gli agenti di commercio, gli idraulici, gli elettricisti e tante altre categorie artigiane”.

tratto da: http://finanza.lastampa.it/News/2017/02/02/carburanti-in-cinque-anni-accise-cresciute-del-46percento/MTU3XzIwMTctMDItMDJfVExC