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giovedì 25 maggio 2017

GRANDISSIMO BEPPE GRILLO: “con che faccia, ma come fanno ad andare in pensione dopo 35 mesi e dire ad un ragazzo che deve andare in pensione a 70 anni con 40 anni di contributi? Ma con che faccia”?




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GRANDISSIMO BEPPE GRILLO: “con che faccia, ma come fanno ad andare in pensione dopo 35 mesi e dire ad un ragazzo che deve andare in pensione a 70 anni con 40 anni di contributi? Ma con che faccia”?



…"con che faccia, ma come fanno ad andare in pensione dopo 35 mesi e dire ad un ragazzo che deve andare in pensione a 70 anni con 40 anni di contributi? Ma con che faccia"?


lunedì 3 aprile 2017

Laura Boldrini, la donna politica più costosa del mondo: ci costa 2.000.000€ all’anno!






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Laura Boldrini, la donna politica più costosa del mondo: ci costa 2.000.000€ all’anno!


Ma quanto lavora? Laura Boldrini, presidente della Camera dei Deputati, ci costa l’equivalente del fatturato di una PMI del latte con sette dipendenti: circa due milioni di euro. Con la differenza che la PMI porta produttività e guadagno allo Stato, mentre la dama del Parlamento, oltre ad essere improduttiva, è un’assenteista doc. Nel 2013, ad esempio, partecipò a 121 sedute su 225 (poco più di una seduta su due), mentre ha fatto di peggio nel 2014, quando ha presieduto la Camera solo per 218 ore e 8 minuti su un totale di 920 ore e 40 minuti (meno di una seduta su quattro). (Fonte: beppegrillo.it)
Ma quanto guadagna? Esclusa l’indennità di fine mandato, le voci che compongono la busta paga della terza carica dello Stato sono:
  • Indennità parlamentare: 5 mila euro al mese per 12 mensilità. Totale: 60mila euro.

  • Diaria (il rimborso delle spese di soggiorno a Roma): 3.503,11 euro al mese per 12 mensilità. Totale: 42mila euro.

  • Rimborso spese per l’esercizio del mandato: 3.690 euro al mese per 12 mensilità. Totale: 44.200 euro.

  • Indennità d’ufficio: 4.223,83 euro al mese per 12 mensilità. Totale: 50.600 euro.

Siamo dunque intorno ai 16.400 euro al mese197 mila euro netti l’anno. (Fonte:Panorama) Si taglia lo stipendio del 50%, ma ci sono spese ulteriori. Nel 2013, ad esempio, andò in Sudafrica con un volo di Stato portando il suo compagno, sei collaboratori e la scorta (tutto pagato da noi). (Fonte: La Gabbia) Ed è proprio la scorta la spesa più grande a vantaggio della Boldrini e a carico degli italiani. Si tratta di 27 uomini, impegnati a garantire unicamente l’incolumità di Laura Boldrini. La Presidente della Camera è la donna più scortata d’Italia e d’Europa e costa ai contribuenti italiani oltre 1 milione e centomila euro l’anno. La scorta, ovviamente, è allargata anche al compagno e alla figlia (una vera presa per il culo nei confronti degli italiani). (Fonte: Il Fatto Quotidiano) Senza contare, poi, le spese per trasferte e auto blu.
E quanto altro ci costa? Si apprende, nell’ordine: che la Boldrini ha una pagina Facebook, profili Twitter, Instagram e Google+ e persino un canale YouTube; che a curare la comunicazione di Montecitorio provvede un esercito di persone (sette di staff personale, a943mila euro l’anno, più trentadue che lavorano all’ufficio stampa istituzionale). (Fonte:Libero Quotidiano)
A cosa ci serve? A niente! Improduttiva a zero soluzioni. Con i suoi discorsi commoventi gli italiani non mangiano. Ah, naturalmente la Camera ci costa ancora quasi 1 miliardo di euro all’anno (1866 euro al minuto). Laura Boldrini costa più di Angela Merkel e Hillary Clinton. Che dire? Per un mandato? Dieci milioni di euro buttati!
fonte: http://gionapanarello.com/laura-boldrini-la-donna-politica-piu-pagata-del-mondo-2-000-000e-allanno/




lunedì 20 marzo 2017

Formigoni condannato non risarcisce i danni: impignorabile lo stipendio da parlamentare! Fosse capitato a Voi Vi avrebbero portato via anche le mutande. Ma proprio non Vi sentite presi per il culo?



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Formigoni condannato non risarcisce i danni: impignorabile lo stipendio da parlamentare! Fosse capitato a Voi Vi avrebbero portato via anche le mutande. Ma proprio non Vi sentite presi per il culo?

A “salvarlo” dal risarcimento danni da 5000 euro che dovrebbe versare alla trasmissione Report è una legge del 1965, che sancisce l’impignorabilità dello stipendio di un parlamentare. E così, Roberto Formigoni, condannato per lite temeraria, pur essendo stato dichiarato “colpevole” non verserà il dovuto a Milena Gabane
Condannato per lite temeraria, in seguito a una querela per diffamazione presentata contro il programma televisivo Report, in onda su Rai3. Nonostante il Tribunale l’abbia dichiarato colpevole e condannato al pagamento di 5.000 euro a titolo di risarcimento danni, Formigoni però molto probabilmente non pagherà il dovuto. Non sarebbe infatti intestatario di alcun conto corrente aggredibile e, per effetto di una legge risalente al 1965, la diaria e lo stipendio di un parlamentare sono per legge impignorabili e non sequestrabili.
A svelare la questione è proprio Milena Gabanelli che, durante l’ultima puntata di domenica 24 aprile, ha mandato in onda un servizio dedicato alla questione, “Gli impignorabili”. Sulla pagina Facebook di Report si legge: “Qualche anno fa Formigoni ci ha aveva fatto una causa per diffamazione, l’anno scorso si è chiusa e il condannato è stato lui perché il giudice ha ritenuto che la lite fosse temeraria ed è stato condannato a pagare oltre alle spese anche a risarcire a noi un danno per 5000 euro. Bene, la settimana scorso ci scrive il nostro avvocato che non li paga e purtroppo, da un controllo effettuato presso la Banca Nazionale del Lavoro del Senato, risulta che Formigoni non è titolare di conto corrente, per cui apparentemente non ha fondi aggredibili. Firmato avvocato Caterina Malavenda”. Conclude il post con il caustico commento della redazione di Reporta: “Si vede che lo stipendio da parlamentare lo incassa in contanti, ma se a qualunque comune mortale condannato che non paga viene pignorato un quinto delle stipendio, perché con Formigoni non si può? La risposta dell’esperto”.
Si tratta della legge 1261 del 31 ottobre 1965 che regola la “determinazione dell’indennità spettante ai membri del Parlamento” all’articolo 5 dice infatti che “l’indennità mensile e la diaria non possono essere sequestrate o pignorate”. Un meccanismo pensato dai legislatori dell’epoca per impedire che i parlamentari potessero in qualche modo essere ricattati e quindi divenire meno liberi e indipendenti. Come spiega l’avvocato Fulvio Pastore, membro del direttivo dell’Assocazione costituzionalisti, interpellato da Report per sviscerare la questione dell’impignorabilità prevista dalla legge 1261, la clausola è stata infatti  inserita a suo tempo per evitare che dei creditori, pignoramdo queste somme, potessero privare i parlamentari “dei mezzi di sussistenza e quindi condizionarne la libertà e l’autonomia”. Attualmente però sembra quasi rivelarsi un boomerang questa prerogativa parlamentare, stando alla vicenda Formigoni.
Anzi, Formigoni non è nemmeno il primo parlamentare ad aver beneficiato del codicillo inserito nella legge 1261: come mostrato da Report. Già Domenico Scilipoti, infatti, che doveva circa 200mila euro all’ingegnere Alberto Recupero e l’ex deputato Nicola Fornichella, che doveva liquidare 140mila euro alla società di comunicazione 2B Team, ne approfittarono.
Formigoni pagherà? Non è dato saperlo attualmente, ma la Gabanelli ha proposto una mediazione: potrebbero andar bene alcuni di quei quadri che, stando ad alcune intercettazioni telefoniche relativa all’inchiesta Ferrovie Nord Milano, sarebbero stati acquistati dalla società para-pubblica e trasferiti a casa Formigoni.

domenica 19 marzo 2017

La Casta tenta ancora di imbavagliare il Web. Ricordiamo la furiosa reazione di Milena Gabanelli all'ultimo tentativo dei politici di zittire la Gente libera : “CIALTRONI E INCOMPETENTI” !!



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La Casta tenta ancora di imbavagliare il Web. Ricordiamo la furiosa reazione di Milena Gabanelli all'ultimo tentativo dei politici di zittire la Gente libera : “CIALTRONI E INCOMPETENTI” !!


Milena Gabanelli al Fatto: “Le regole su privacy e diffamazione ci sono già, il problema è la cialtronaggine”


Su diffamazione e privacy “basterebbe applicare le regole, che esistono già. Il problema è che la ‘cialtronaggine’, infilata in tutti i mestieri, fa comodo a tutti”. Così Milena Gabanelli in un’intervista al Fatto Quotidiano. “Un giornalismo autorevole incide sull’opinione pubblica che ha poi il potere di orientare le scelte politiche ed espellere i delinquenti. Se quello italiano ha meno ‘peso’ rispetto a quello statunitense, inglese o nordeuropeo, è perché assomiglia alla sua classe dirigente, e alla fine l’opinione pubblica si fida poco […]. Più delle leggi, è la qualità delle persone a fare la differenza. Non mi pare però che la ‘qualità’ sia l’obbiettivo, in nessun campo”.
Gabanelli critica duramente l’emendamento di Ncd, poi corretto dal governo, che ha cercato di vietare le intercettazioni nascoste. “Come ci si comporta con il politico o l’imprenditore che in intervista ti dice una cosa, e quando pensa che la registrazione è terminata, aggiunge: ‘Adesso che ha spento le dico la verità’? Quella verità va in onda o me la tengo per me? Quell’emendamento – continua l’autrice di Report – avrebbe ‘blindato’ quelli che raccontano una cosa e poi ne fanno un’altra, e incentivato i giornalisti a lavorare per conto delle forze dell’ordine, che non è esattamente il nostro mestiere”.
Secondo Gabanelli, è comunque “inquietante la generale approssimazione con cui vengono scritti emendamenti, che appena diventano noti devono essere corretti”. “Pretenderei maggiore competenza”, aggiunte la giornalista.


mercoledì 15 marzo 2017

Razzi e Rotondi in Tv difendono i privilegi della casta, ma vengono umiliati dalla Gente in piazza: "venite a dirle qui quelle cose, in faccia a noi cittadini incazzati che non abbiamo lavoro e non avremo pensione ...ci ridete in faccia? Ma che razza di persone siete, vergognosi, ladri"...!




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Razzi e Rotondi in Tv difendono i privilegi della casta, ma vengono umiliati dalla Gente in piazza: "venite a dirle qui quelle cose, in faccia a noi cittadini incazzati che non abbiamo lavoro e non avremo pensione ...ci ridete in faccia? Ma che razza di persone siete, vergognosi, ladri"...!







martedì 14 marzo 2017

89 anni, 534 euro di pensione, gli pignorano la casa perchè non ha saldato le rette del fratello morto di cancro… E in casa gli trovano solo un pezzo di pane e due pomodori… Nel frattempo i nostri politici, quelli con stipendi da favola e vitalizi d’oro, rubando tutto quello che è rubabile e ancora di più… Quando li pigliamo ‘sti benedetti forconi????






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89 anni, 534 euro di pensione, gli pignorano la casa perchè non ha saldato le rette del fratello morto di cancro… E in casa gli trovano solo un pezzo di pane e due pomodori… Nel frattempo i nostri politici, quelli con stipendi da favola e vitalizi d’oro, rubando tutto quello che è rubabile e ancora di più… Quando li pigliamo ‘sti benedetti forconi????



A 89 anni gli pignorano la casa ma trovano solo pane e due pomodori

Leggiamo (e ci incazziamo) da Il Mattino di Padova del 07.03.2017: Ottantanove anni, 534 euro di pensione, un capolavoro di dignità, eppure la casa di cura gli chiede di pagare le rette (circa 8 mila euro) per la lunga degenza del fratello morto di cancro. Sembra un incubo, invece per un nonno dell’Arcella è l’amara realtà. Qualche giorno fa all’uscio dell’anziano hanno bussato l’ufficiale giudiziario e la polizia per un pignoramento. Dentro hanno trovato un uomo al limite della povertà che, in cucina, aveva un tozzo di pane e due pomodori e, nell’angolo soggiorno, nemmeno la tv perché costa canone ed elettricità che non può permettersi. Tutto comincia alcuni anni fa quando l’anziano acconsente a fare da garante al fratello, titolare di una piccola ditta: il ricco di casa, quello che “ha fatto i soldi”. Invece la sventura è sempre dietro l’angolo, tanto che il fratello “fortunato” si ammala di tumore, il male raggiunge uno stadio irreversibile e, nel frattempo, l’azienda, quel piccolo gioiello d’affari, accumula difficoltà su difficoltà. È a questo punto che l’imprenditore pensa di chiedere aiuto a suo fratello: «le cose vanno proprio male», gli dice, «fammi da garante per la casa di cura, vedrai che poi tutto si sistema». Invece non si sistema proprio nulla. Anzi. Avanza uno strapiombo fatto di sofferenza – per la malattia – e di sconfitte – la chemio non funziona, la ditta finisce in rovina con lo spettro del fallimento che diventa realtà – e un epilogo ancora più doloroso: la morte. È così che questo nonno alla sogna dei 90 anni archivia il funerale di suo fratello e torna alla sua vita di ristrettezze e privazioni. E, pur consapevole delle condizioni economiche di quel “garante”, continua con i suoi legali una battaglia tra aule di tribunale che si conclude con questo assurdo (e del tutto vano) pignoramento di un povero, che ha scandalizzato perfino gli agenti della polizia. (e.sci.)
…Non so a Voi, ma a me il pensiero va a quei (tanti) politici che nonostante uno stipendio da favola, i mille privilegi e il vitalizio d’oro, non pensa ad altro che come arrotondare rubando il rubabile e ancora di più…. Ed ai coglioni Italioti che ‘sti benedetti forconi manco si muovono a pigliarli…!
by Eles

tratto da: http://ilfastidioso.myblog.it/2017/03/10/89-anni-534-euro-di-pensione-gli-pignorano-la-casa-perche-non-ha-saldato-le-rette-del-fratello-morto-di-cancro-e-in-casa-gli-trovano-solo-un-pezzo-di-pane-e-due-pomodori-nel-frattempo-i-nostri/

venerdì 10 marzo 2017

Lancinante grida di dolore degli arrestati del PD "non potete toglierci il vitalizio"

Lancinante grida di dolore degli arrestati del PD "non potete toglierci il vitalizio"




Lancinante grida di dolore degli arrestati del PD "non potete toglierci il vitalizio"


Lancinante grida di dolore degli arrestati del PD: «Non potete toglierci il vitalizio!», «Se dovesse passare la proposta grillina scoperchieremo il sistema facendo i nomi di tutti quanti uno ad uno», seguono le minacce!
E’ una provocazione dei cinquestelle, ma in fondo quanta verità….
suvvia, mandiamoli affanculo !!

NB.
Su uno dei siti che vanno a caccia di bufale è apparso questo nostro articolo sottolineando come Repubblica non abbia mai fatto un titolo come quello dell’immagine pubblicata.
Noi pensavamo che era chiaro si trattasse di un fotomontaggio. Voleva essere solo una provocazione…
Comunque pare che siamo proprio bravi.